giovedì, 28 dicembre 2006

Scusami amore ma non posso morire
sarò mediocre ma voglio solo dormire
per nessuna vita mi spengo
neppure per la mia dea
dea

Tanto ho scoperto
che io non sono mai stato
l'uomo di una volta

Scusami amore ma non posso venire
e ho poca moneta e poi non posso morire
per nessuna vita mi spengo
neppure per la mia dea
dea

In questi ultimi 5 anni, ho meccanicamente e istintivamente assunto questa canzone (cambiando “ho scoperto” con “hai scoperto”) come regola prima e unica in tutte le mie relazioni con il genere femminile, una sorta di credo irrinunciabile. Ho sempre indossato la mia bella maschera da “cinico perfetto e insensibile”.

Ora invece mi sento perso, vuoto anzi diciamo pure spiazzato, indifeso, realmente impaurito.

Lei ha detto che sono sensazioni che non dovrei provare, dovrei essere felice, euforico, per dirla con parole di Sinigallia dovrei vedere “la gioia a portata di mano”. Ha ragione, perfettamente!!! Come darle torto, non potrei! Anche perché una parte di me sta realmente provando questo.

Ma è ciò a  farmi  paura. Era una sensazione che avevo rimosso, avevo riempito il suo posto con altre emozioni, più effimere (un cinismo da “vero stronzo” dice lei). E così volevo vivermela per molto tempo ancora, ma qualcosa mi dice che con lei non sarà così. Eppure non smetto di dirmi: “Non puoi! Torna sui tuoi passi! Comportati come sempre! Che ti frega, non è nemmeno di Verona, la fanculizzi e poi non la sentirai mai più, no? Svegliati, non puoi lasciarti andare, hai la tesi! Se, il tutto, si conclude solo con un’immensa botta per te, avrai la forza di finire sta maledetta università?”

Ecco è proprio questa ultima domanda che mi spaventa, non riesco a darmi una risposta, anzi inconsciamente penso si essermela già data. Ed eccolo, il mio cinismo che prova a riemergere. Ora capisci perché parlo sempre della fine? La voglio affrontare ora per rendermi immune, voglio essere pronto e non farmi travolgere.

Ieri sera ho capito che però con lei è tutto inutile…guardando l’orologio, ho visto che avrei dovuto aspettare ancora quasi due ore prima di parlarci, mi sembravano un’eternità, non è normale, non è normale per uno come me!

Le ho detto: mi arrendo, hai vinto te…ma non sono convinto di essermi arreso del tutto…forse il mio meccanismo di autodifesa si è solo ritirato per ricomparire con nuove armi più efficaci, chissà.

Ma ho deciso…rischio, voglio rischiare, le risposte me le porterà il vento

Ti dedico questa canzone, visto che il gruppo ti garba assai…

 

 

 

postato da: kabana alle ore 11:21 | Permalink | commenti (23)
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mercoledì, 27 dicembre 2006

Ieri pomeriggio Sid mi ha fatto tornare in mente questa canzone, troppo bella e soprattutto troppo adatta a questo periodo di merda.

Veramente, mi faccio schifo da solo, mi vomiterei addosso, mi taglierei i ciglioni solo per farmi sentire ancora vivo, capace di reazioni agli stimoli esterni.

È un periodo realmente buio della mia vita, non so che mi succede ma, piano piano, passo dopo passo, sto sgretolando il mio io, lo sto vendendo al miglior offerente, sto violentando tutte le mie idee. Forse sarà colpa della tesi che già mi sta mettendo ansia.

Ma spero realmente che sto periodo passi, veloce e indolore e che non lasci mutamenti, non mi vada a turbare troppi sonni.

Grazie Sid, senza volerlo mi hai svegliato fuori…bacio!

 

 

...Camminare insieme a te, insieme a te...

postato da: kabana alle ore 08:30 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 23 dicembre 2006

Solo questa canzone e questo video, a mio avviso, potevano essere realmente adatti per la magia degli attimi che piano piano entrano nella nostra storia.

Voglio solo citare una frase del cantante dei sigur ros su questa canzone: “Per parlare degli angeli, noi per primi dobbiamo credere che esitano”

Auguri a tutti

 

svefn-g-englar

sigur rós

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sabato, 23 dicembre 2006
Afterhours live 22/12/06

Ieri sera dopo un anno mezzo sono tornato a gustarmi un concerto degli Afterhours.

Ero sicuro che non avrei pogato.

Alla seconda canzone ero già in seconda fila a zampettare.

Alla quarta pensavo il concerto fosse virtualmente finito visto che Manuel era un attimo influenzato.

Alla quinta Manuel, per dirla con parole sue, stava iniziando a “rompere il catarro”.

Dopo un ora sono spariti e ho detto: “cazzo, al massimo altri venti minuti, che inculata!”.

Dopo due ore di concerto ho detto: “Il concerto più bello degli Afterhours”, forse qualche pezzo adrenalinico in più ci sarebbe voluto, ma la scaletta (conclusa con “Satellite Of Love” di Lou Reed)

È stata davvero ottima, ha ripercorso tutti gli album in italiano della band.

Hanno suonato da dio.

Afterhours live 22-12-06

Era da millenni che non sentivo suonare questa dal vivo.

Troppo pregia.

 

Forse non è proprio legale sai
ma sei bella vestita di lividi
m'incoraggi ad annullare i miei limiti
le tue lacrime in fondo ai miei brividi

Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina

Voglio cercare la mia alternativa
la mia alternativa è la scossa più forte che ho

Muovo le molecole immobili
sei più bella vestita di lividi
lasciami leccare più forte un po'
le tue lacrime in fondo ai miei brividi

Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina

Voglio cercare la mia alternativa
la mia alternativa è la scossa più forte che ho

le foto sono da culo, lo so

postato da: kabana alle ore 09:24 | Permalink | commenti (7)
categoria:musica, afterhours
mercoledì, 20 dicembre 2006

Lo sappiamo benissimo.

Come dicono gli afterhours,

in questa canzone,

nulla è per sempre.

Ci crediamo fortemente,

diventa quasi un dogma per alcuni di noi.

Ma allora,

perché crediamo

che questo

non valga anche per noi?

Perché ci crediamo

migliori, invincibili?

 

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martedì, 19 dicembre 2006

Devo ancora perchè, quando si è in aeroporto, molti di noi si sentono in dovere di prendere questo ammasso gustoso  e ipercalorico di cioccolata, giusto per non uscire con nulla in mano. E' una cosa che mi sta tarmando da molto. Esiste una risposta?toblerone

postato da: kabana alle ore 15:57 | Permalink | commenti (8)
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martedì, 19 dicembre 2006

Praga. Praga è una città dove non sopravvive niente di quaranta anni di guerra fredda: nessuna falce e martello, statua, monumento ricorda ciò che era fino a quindici anni fa. Una rimozione sfrontata.
Ripulita dal grigiore brezneviano Praga splende nei suoi palazzi barocchi e liberty pieni di fast food e turisti più o meno sessuali e appare piccola, misteriosa e decadente nonostante gli sforzi di mostrare un’economia in espansione.
Cerco in dettagli piccolissimi le tracce dell’immobilismo del regime ma vedo solo le ferite della modernità occidentale e nessuna testimonianza degli errori, degli orrori e delle ingenuità marxiste che esprime ai miei occhi.
Dormo in un caseggiato anonimo: niente ascensore, aspetto pulito ma vecchio, enormi somiglianze con i quartieri IACP italiani degli anni sessanta. Miseria in giro meno che in certe nostre città.
Esordisco nella vita notturna al Lucerna, un club sotterraneo modello febbre del sabato sera. C’è una serata anni ottanta e l’entrata costa circa 2 euro. Come al solito, sono il più vecchio del locale. Nello schermo ad un lato della pista passano i video delle canzoni che il dj mette su, ma gli anni ottanta di Praga sono meno rigorosi dei nostri e la scaletta è vergognosa.
I Modern Talking, Samantha Fox, Nick Kershaw e via così fino a un inatteso regalo: parte felicità di Albano e Romina.
La cantano tutti, mi sento malissimo e mi rendo conto solo adesso che l’eredità del comunismo non va cercata nell’architettura e nei simboli, ma nell’anima di un popolo. Ed eccola qua l’anima negli anni ottanta dei cecoslovacchi: felicità e il suo video colorato che parla del sole e dell’amore italiano mentre in Boemia tutto è fermo, mentre in Boemia tutto è immobile.
Ma anche ora c’è una tristezza assurda, nessuno si diverte, sarà che è lunedì sera, sarà che è gente fredda, sarà che non c’è il mare a Praga e allora mi domando per quanto tempo ancora i bambini boemi vorranno guardare i cartoni animati della Talpa invece che quelli americani o giapponesi?
Per fortuna che all’uscita una ragazza nota felice la mia maglietta dei Depeche Mode, basta poco per sentirmi meglio. Dubcek direbbe che poteva andare diversamente e almeno lui ha fatto in tempo a vedere la differenza a volta astratta tra un regime imposto con i carri armati ed uno imposto più sottilmente col dollaro, il marco e l’euro. I tedeschi si sono comprati perfino la Skoda. La fabbrica!
Come souvenir ho preso trenta confezioni di wafer Tatranky, pacchetti tipo Loacker ma molto più buoni.
Solo dopo qualche giorno ho notato un marchio un po’ nascosto: Danone…Danone.
Ci hanno veramente presto tutto. Ci hanno preso tutto.

Offlaga Disco Pax

Socialismo Tascabile

 

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categoria:musica, politica, offlaga
domenica, 17 dicembre 2006

bush...

 

psycho

 

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categoria:politica, bush
domenica, 17 dicembre 2006

C’era una volta un Lui fatto di notte.
Ombra di ombre, passo solitario, molte notti camminò per incontrarla.
C’era una volta una Lei fatta di giorno.
Bagliore color del grano, pura danza di luce, molti giorni camminò per incontrarlo.
Molto tempo si cercarono il Lui e la Lei. Molte volte inseguì la notte il giorno.
Sapevano entrambi, il Lui e la Lei, che cercavano qualcosa di introvabile,
sembrava impossibile, che mai e poi mai…
E poi arrivò l’alba, per il Lui, per la Lei

postato da: kabana alle ore 14:35 | Permalink | commenti (6)
categoria:leggenda, marcos
domenica, 17 dicembre 2006

Gli alberi sono il sostegno del cielo,

se vengono tagliati

 il firmamento cadrà sopra di noi

postato da: kabana alle ore 14:21 | Permalink | commenti
categoria:leggenda