Ieri, dopo una latitanza durata diversi mesi, il mio caro vecchio ipod rosso ha deciso di tornare a casa manco fosse il figliol prodigo, probabilmente qualche spia mela è corso ad avvisarlo della mia intenzione di mettermi al passo con il resto della popolazione, è munirmi
di un nuovo e più moderno lettore. Niente, è entrato senza salutare e si è messo al suo solito posto come fosse successo nulla, lasciando irresponsabilmente irrisolti molti casi di suicidio tra le mosche. E io lì, inebetito, a chiedermi perché i miei oggetti siano animati da questa irrefrenabile voglia di abbandonarmi e andare a esplorare terre per lo più già note. La maggior parte di loro dopo qualche mese torna, salvo poi tentare una nuova clandestina e annunciata evasione. Comunque ieri per la prima volta ho reagito, ho provato a impormi. L’ho collegato al mio fedele pc, lui ormai non evade più perché la ram è troppo vecchia e inizia ad avere problemi di prostata. Lanciato il sicuro e inaffidabile itunes, ho lasciato che il contenuto musicale dell’ipod potesse finalmente riposare in pace nell’inferno delle playlist. Ora mi ritrovo qui, tutto beo, a creare la mia nuova playlist, sapendo che non la finirò mai perché tanto, dopo poco, mi stufo sempre di tutto.

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