categoria:musica, riflessioni, cinema, afterhours, youtube
La noia si è talmente impossessata di me da trovare banale e priva di interesse anche l’improvvisa battuta intelligente di Cucuzza. Nulla riesce a smuovermi da questo torpore mentale. Avrei realmente bisogno di una botta improvvisa, di una siringa di adrenalina sparata dritta e a fondo nel cervello.
Provo a consultare l’elenco delle persone interessanti che conosco, ma, l’effetto massimo che saprebbero darmi è quello di una sniffata di cloroformio.
Le mie mani iniziano a tremare, a muoversi contro i miei comandi, sentono la necessità di una rivoluzione che da troppo tarda ad arrivare. Cerco di calmarmi con un paio di sigarette e un buon white russian. Ok! Ora sono in grado di riflettere. Devo pensare a qualcosa di razionale prima che la noia torni a divorare i miei pochi neuroni rimasti e, a gettare i rimasugli in un tino di etere dietilico. Il silenzio della mia casa non mi aiuta, mi mette a disagio. Accendo lo stereo: Ballata Per La Mia Piccola Iena! Può andare, e poi non ho voglia di pensare pure a quale canzone pigliare.
Cazzo, non riesco a pensare a nulla, se non a buffi demoni intenti a praticare curiosi giochi erotici.
La mia mente è stracolma di vuoto, o forse sono semplicemente io ad esserne pervaso?
Decido di fare una passeggiata ed ammirare il lago. Quanto è bello il lago in aprile! Lo adoro. È il periodo migliore. I primi caldi risvegliano la natura. La bellezza, la pace di questi posti non è ancora stata spezzata da quelle fottute comitive di crucchi che invaderanno il Lago di Garda tra poche settimane.
Prima di uscire prendo 3 pasticche di aspirina effervescente e le faccio sciogliere in un bicchiere di gazzosa, nella speranza che tutte quelle bollicine riescano a dare un po’ di ossigeno ai miei pensieri.
metto uno spolverino tutto lercio con uno strappo sotto il gomito. Non mi interessa di presentarmi bene, ora sono semplicemente uno che sta viaggiando e cerco la comodità nel mio essere libero e sfuggente.
Prendo il mio inseparabile tascapane e ci lancio dentro poche cose, quelle che reputo indispensabili: cartine, filtri, accendino, golden virginia, un paio di fogli ed una matita per annotare fugaci pensieri. Guardi il lettore mp3 e lo fanculizzo con lo sguardo, non è adatto a chi deve pensare.
Chiudo la porta facendola sbattere alle mie spalle, infilo il cappuccio sulla testa ed inizio a camminare a testa bassa.
La giornata non è delle migliori e ci metto poco a demorallizarmi. Le anatre non starnazzano. La sabbia è umida e non trasmetta alcuna emozione. Cammino ancora un po’ per vedere se trovo un qualcosa che mi catturi. Tentativo fallito!
Maledico me stesso e decido di tornare a casa quando all’improvviso un manubrio rosso cattura il mio occhio.
Mi avvicino come attratto, tipo calamita. Quando sono a pochi passi realizzo il perché, quello è il mio vecchio motorino che qualche anno prima avevo deciso di vendere. Gli adesivi sono ancora gli stessi e non ne sono stati aggiunti di nuovi. Gli stessi graffi. Sembra uguale a prima. Cerco il telefono per fare una foto ma mi ricordo di averlo lasciato a casa. Meglio così, forse.
Forse è meglio che questo rimanga un flash di pochi secondi e non un’immagine che fa riaffiorare dolorose cicatrici, così forti da violentare i miei incubi. Mi siedo su una panchina raggomitolandomi, decido di fumare una sigaretta nel silenzio di quella rumorosa immagine.
Dopo un paio di tiri scorgo una coperta stesa a pochi passi dal motorino con due giovani ragazzi, credo che lui sia quello che ha ereditato il mio catorcio. Sono lì stesi che si stringono la mano, si baciano, ingenui si promettono amore eterno. Sono pronti a scommettere la loro anima sulla loro fedeltà; io la mia l’ho persa da troppo tempo per ricordarmi quando.
Dirigo i miei occhi verso un punto lontano per non incrociare il loro sguardo ed inizio a prepararmi una nuova sigaretta. Nemmeno il tempo di accenderla e i due stanno dormendo, lei con la testa sul ventre del suo uomo. Quanto è bello l’amore quando è così ingenuo. Vado in un bar lì vicino per farmi un paio di caffè e qualche altra sigaretta, giusto per dare più vigore ai miei pensieri.
Ritorno sulla stessa panchina e i due stanno ancora dormendo, avvolti nel loro tenero abbraccio, quasi a voler dichiarare che la loro unione non potrà mai spezzarsi.
Sono rapito da questa immagine, dalla effimera follia dei loro sogni.
Decido di fumare l’ultima sigaretta prima di andare, e di buttare giù qualche appunto, giusto per dare forma al ricordo del mio motorino.
Una macchina si ferma lì vicino, ne esce un uomo sulla trentina e con un passo fiero si avvicina ai due. Con un gesto sicuro e fermo posa le sue labbra su quelle della ragazza. Lei apre gli occhi e sorride. Lui ricambia con un nuovo bacio e la prende per mano. La invita ad alzarsi.
I due si incamminano verso la macchina ma dopo pochi passi lei si ferma di scatto e fissa il suo ragazzo. Poco tempo fa aveva giurato amore eterno, aveva fatto ogni sorta di spergiuro e ora stava sputando con tutta se stessa su quelle parole ormai vuote a metà. Sapeva che quei pochi passi avrebbero dissolto la loro unione, lo avrebbe perso per sempre, in realtà forse lui era solo uno dei tanti a cui aveva promesso il paradiso ed invece aveva regalato altro che rovi.
Il sorriso beffardo sulle sue labbra, ancora sporche del gusto del suo amore, era l’emblema del vuoto che forse nulla avrebbe potuto riempire.
La osservo mentre sale su quella macchina , indossare subito la maschera che le avevo visto sul volto solo poche ore prima e sparire da chi voleva solo arrivare a lei.
Rimango in silenzio ad osservare il ragazzo. I suoi sogni probabilmente mi avrebbero raccontato del suo futuro, di quanto sarebbe stato felice con la sua donna. Non volevo svegliarlo per rovinare tutto ciò.
Decido di usare il mio ultimo foglio per lui. La mia matita, sicura, segue i miei pensieri che stanno già canticchiando una canzone:
è stupido fare casino
su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti ti prego
nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre
e la strada ti porti lontano.
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.
Sul tuo motorino viaggiano anche i miei ricordi.
Alla fine è questa la siringa di adrenalina che cercavo e, ora, mi sento di nuovo bene. Mi sento bene nel vedere che, alla fine, siamo tutti delle semplici puttane che si offrono al miglior acquirente.
Ingenuamente ci raccontiamo che alcune cose non hanno prezzo, non si possono comprare. Nella nostra mente però abbiamo già un listino, con tanto di foto, di pagine patinate dove i prezzi sono ben visibili.
Preparo una sigaretta, do un ultimo sguardo al motorino e rimettendomi il cappuccio abbasso lo sguardo, ormai consapevole di ciò che siamo.
Grazie a LaMartiz, a Chiaretta e a Salji
un bacio sporco a tutte
Ieri sera dopo un anno mezzo sono tornato a gustarmi un concerto degli Afterhours.
Ero sicuro che non avrei pogato.
Alla seconda canzone ero già in seconda fila a zampettare.
Alla quarta pensavo il concerto fosse virtualmente finito visto che Manuel era un attimo influenzato.
Alla quinta Manuel, per dirla con parole sue, stava iniziando a “rompere il catarro”.
Dopo un ora sono spariti e ho detto: “cazzo, al massimo altri venti minuti, che inculata!”.
Dopo due ore di concerto ho detto: “Il concerto più bello degli Afterhours”, forse qualche pezzo adrenalinico in più ci sarebbe voluto, ma la scaletta (conclusa con “Satellite Of Love” di Lou Reed)
È stata davvero ottima, ha ripercorso tutti gli album in italiano della band.
Hanno suonato da dio.
Era da millenni che non sentivo suonare questa dal vivo.
Troppo pregia.
Forse non è proprio legale sai
ma sei bella vestita di lividi
m'incoraggi ad annullare i miei limiti
le tue lacrime in fondo ai miei brividi
Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina
Voglio cercare la mia alternativa
la mia alternativa è la scossa più forte che ho
Muovo le molecole immobili
sei più bella vestita di lividi
lasciami leccare più forte un po'
le tue lacrime in fondo ai miei brividi
Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina
Voglio cercare la mia alternativa
la mia alternativa è la scossa più forte che ho
le foto sono da culo, lo so
Lo sappiamo benissimo.
Come dicono gli afterhours,
in questa canzone,
nulla è per sempre.
Ci crediamo fortemente,
diventa quasi un dogma per alcuni di noi.
Ma allora,
perché crediamo
che questo
non valga anche per noi?
Perché ci crediamo
migliori, invincibili?
Ed allora si riunì, la comunità degli dei, per trovare un accordo su come dare soluzione a questo problema. Decisero di creare altra gente e la fecero di legno. E questa gente aveva il colore del legno, lavorava molto e camminava molto. Ed un'altra volta furono contenti, gli dei, perché adesso l'uomo lavorava e camminava. E già si stavano recando a far festa quando si accorsero che la gente d'oro stava obbligando la gente di legno a trasportarla e a lavorare per lei.
Ed allora gli dei videro che ciò era male e cercarono un buon accordo per rimediare a quello che avevano fatto. Ed allora decisero di fare la gente di mais, la gente buona, gli uomini e le donne veri, ed andarono a dormire lasciando la gente di mais, uomini e donne veri, a cercare di mettere a posto le cose, perché loro, gli dei, erano andati a dormire. E la gente di mais parlò la lingua della verità, per stabilire al suo interno un accordo, ed andò alla montagna, per vedere di trovare un buon cammino per tutte le genti".
Mi raccontò, il vecchio Antonio, che la gente d'oro erano i ricchi, cioè quelli dalla pelle bianca, la gente di legno erano i poveri, cioè quelli dalla pelle scura, che lavoravano per i ricchi e se li portavano sempre sulla schiena, e che la gente d'oro e quella di legno aspettavano l'arrivo della gente di mais, la prima con paura, la seconda con speranza.
Chiesi al vecchio Antonio di che colore fosse la pelle della gente di mais e mi indicò vari tipi di mais, di diversi colori, e mi disse che erano di tutte le pelli, però nessuno lo sapeva bene, perché la gente di mais, gli uomini e le donne veri, non avevano un volto...
Sarò ingenuo, sarò stolto, ma come amo gongolarmi nell'utopia della gente di mais, nella affannosa ricerca dei loro volti. Cammino e cammino ancora, osservo gli sguardi fieri della gente di legno, i loro fieri occhi scavati dalla fame e dalla fatica, rivedo i volti incannutiti dei saggi, mi commuovo percependo la musica delle loro leggende. Mi incazzo, impreco contro la gente d'oro, coltivo l'odio e poi lo affogo in un bicchiere gustato con un estraneo. Mastico l'indignazione per la loro indifferenza e, vigliaccamente,la sputo nell'ennesima pozza di sangue, in un meccanico gesto di dolore.Sono stanco di vedere i miei sogni violentati. Ma in realtà basta guardarsi nello specchio per capire che, tutti noi, volendo possiamo divenire uomini e donne di mais...basta semplicemente volerlo.
Imparare a barare
E sembrare più vero
Due miserie in un corpo solo
C'è solo sangue
Solo sangue dentro
Solo sangue dentro
C'è solo sangue
E' solo sangue
Quando sai che sei fedele
A quello in cui non credi in più
Vivere per non farsi del male e
Poter vedere
Com'è non morire e
Non sentire e
Cambiare idea
…
Guarire un pò
Sognare un pò
Amare un pò
Fallire un pò
Far male un pò
Pentirsi un pò e
Tornare a
Sfamarsi un pò

(Afterhours)
...Questa è la canzone più bella che sia mai stata scritta....
Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è
Ho perso il gusto,
non ha sapore
Quest'alito di angelo che
mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta,
rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere,
il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco Afterhours live a Los Angeles
Il mio modo vigliacco di restare
sperando che ci sia
Quello che non c'è
Curo le foglie,
saranno forti
Se riesco ad ignorare che
gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba
so che è qui per me
Meraviglioso come a volte
ciò che sembra non è
Fottendosi da se,
fottendomi da me
Per quello che non c'è.