lunedì, 16 novembre 2009

Ieri, dopo una latitanza durata diversi mesi, il mio caro vecchio ipod rosso ha deciso di tornare a casa manco fosse il figliol prodigo, probabilmente qualche spia mela è corso ad avvisarlo della mia intenzione di mettermi al passo con il resto della popolazione, è munirmi i-pod-reddi un nuovo e più moderno lettore. Niente, è entrato senza salutare e si è messo al suo solito posto come fosse successo nulla, lasciando irresponsabilmente irrisolti molti casi di suicidio tra le mosche. E io lì, inebetito, a chiedermi perché i miei oggetti siano animati da questa irrefrenabile voglia di abbandonarmi e andare a esplorare terre per lo più già note. La maggior parte di loro dopo qualche mese torna, salvo poi tentare una nuova clandestina e annunciata evasione. Comunque ieri per la prima volta ho reagito, ho provato a impormi. L’ho collegato al mio fedele pc, lui ormai non evade più perché la ram è troppo vecchia e inizia ad avere problemi di prostata. Lanciato il sicuro e inaffidabile itunes, ho lasciato che il contenuto musicale dell’ipod potesse finalmente riposare in pace nell’inferno delle playlist. Ora mi ritrovo qui, tutto beo, a creare la mia nuova playlist, sapendo che non la finirò mai perché tanto, dopo poco, mi stufo sempre di tutto.


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giovedì, 02 agosto 2007
strage bolognacorrierelapideBologna

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martedì, 03 luglio 2007

Venerdì si va a ritirare la coppa del torneo di basket!

I Love This Game

public

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martedì, 19 giugno 2007

Dal Corriere della Sera:

Detto, fatto. Il neo sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, due giorni dopo la vittoria con percentuale bulgara (60,7%), aveva anticipato al Corriere di Verona che nel suo ufficio avrebbe sostituito la foto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con l’immagine di Sandro Pertini.

Ieri, poche ore dopo il giuramento da primo cittadino, ha confermato: «Ho già fatto la richiesta all’Istituto poligrafico dello Stato, perché mi serve la foto ufficiale del presidente Pertini. Ci vorrà qualche giorno. Poi la esporrò al posto di quella di Napolitano». Il leghista Tosi non ha dubbi sulla sua decisione. E la secessione qui non c’entra. Lui non ce l’ha né con il Tricolore—«Ho le tre bandiere: veneta, italiana ed europea» spiega — né con la presidenza della Repubblica perché «Sandro Pertini, lui sì che incarna l’unità della nazione ». Il nodo è proprio l’attuale presidente della Repubblica: «Da lui non mi sento rappresentato — insiste il sindaco —. È un comunista che è stato eletto con una vistosa forzatura delle buone regole del Parlamento. E io rappresento i cittadini italiani residenti a Verona». Il Quirinale è sorpreso ma non commenta, Palazzo Chigi parla di «grave scortesia istituzionale».

In città, invece, c’è chi non è d’accordo. Il partito che insieme alla Lega ha sostenuto fin dall’inizio Flavio Tosi in campagna elettorale: Alleanza nazionale, per tradizione paladina dei simboli istituzionali. Il commissario cittadino Massimo Giorgetti è diretto: «È un errore la scelta del sindaco. Invece di dedicarsi all’arredamento del suo ufficio si occupi di cose più importanti e dei problemi di Verona ». Mentre il vicesindaco Alfredo Meocci, che all’ultimo ha rinunciato alla sua candidatura, èmeno severo: «La questione non è stata nemmeno sollevata in Consiglio. Non vedo il problema. Certo, io la foto del capo dello Stato ce la metterei, chiunque esso sia». E poi Meocci, dopo aver ribadito che «non parlo a nome dell’Udc, sono libero e non c’entro con il partito», si fa scappare una battuta: «La foto di Napolitano l’appenderei con la speranza che mi dia udienza e intervenga per la mia multa da direttore generale Rai». Interessi particolari a parte, la reazione degli alleati è piuttosto accondiscendente. La senatrice azzurra Anna Cinzia Bonfrisco parla di «posizione un po’ anomala che però richiama un grande rispetto per la presidenza della Repubblica poiché ricorda un capo dello Stato sanguigno e popolare come Pertini». «La scelta di Tosi è unmodo simpatico—argomenta la Bonfrisco—per rimarcare il fatto che Napolitano non ci dà l’impressione di essere sopra le parti, né per come è stato eletto né per come svolge il suo mandato nei momenti cruciali».

L’allarme, invece, lo lancia il diessino Umberto Ranieri, amico personale del capo dello Stato dai tempi del Pci. Invoca i vertici del Carroccio: «È un gesto inqualificabile — ha dichiarato al Corriere di Verona —. Questo sindaco è un uomo incolto e inadeguato al suo compito. Mi auguro che i dirigenti nazionali della Lega intervengano ».

 

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lunedì, 04 giugno 2007

…E così anche se attaccati
Stretti con i miei compagni
Trasformiamo la difesa in resistenza.

Ala sinistra sola sulla fascia
Tutti al centro e io rimango
Ala sinistra
Ala sinistra sola sulla fascia
Tutti al centro e io rimango
Ala sinistra….

nuttini

Tra me e il suicidio l’ostacolo è il fastidio

(don Kaos)

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lunedì, 14 maggio 2007

Oggi che la Luis Vitton Cup è pronta a ripartire con le semifinali, ho voglia di parlare di una cosa che mi ha fatto emozionare nei giorni passati.

Ho voglia di come dietro i sogni, la pazzia e l’insana allegria di alcuni (S. Sarno in primis) si possa celare la voglia di affermare la propria dignità da parte di una nazione, di un popolo.

Questo folle sogno ha fatto sì che, per la prima volta nella storia, un team africano partecipasse a questa competizione, una volta ad esclusivo appannaggio di ricchi nobili.Shosholoza

La barca sudafricana che partecipa all’America Cup ha già un nome che vagheggia il suo sogno di libertà: Shosholoza. Prende il nome del treno che dallo Zimbabwe portava in Sud Africa tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. Il termine indica, in lingua zulu, la corsa senza soste verso la meta. È un nome che contiene già un’idea e un ideale di conquista.

La barca ha fatto un’ottima figura, dimostrando un ottimo potenziale e in più di un’aoccasione ha messo in difficoltà avversari molto più quotati.

Non importa se la loro avventura, sicuramente intensa e profonda, sia già terminata.

Hanno sicuramente dimostrato una cosa: a volte i sogni valgono molto più di 100 ricchi magnati.


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giovedì, 29 marzo 2007

Okaya, ci sono cascato pure io.

Ieri sera mi sono sparato la puntatona di Matrix sullo scandalo, che in questi giorni, sta riempiendo le pagine dei nostri forbiti giornali.

Uno degli ospiti della serata era l’intelligentissima Flavia Vento.

Ad un certo punto ha iniziato un lunghissimo sermone difensivo, dichiarando di essere una credente convintissima, e che il sesso per lei non è una mera attività fisica.

Subito dopo, tutta tronfa, raccontava nei minimi particolari la sua avventura erotica con Totti.

Embè come si sa, ci si raccomanda vivamente di darla via a tutti.

La cosa che, più di tutte, mi ha lasciato basito è stato il lungo applauso riservato a queste parole che, un po’ goffamente, ci fanno dono di una morale ormai patrimonio solo dei saggi.

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martedì, 13 marzo 2007
SUB
"Quando un uomo , o una donna
qualsiasi, decidono di camminare,
invariabilmente, presto o tardi,
si trovano a dovere
scegliere due strade.

Da una parte la via
dove si zoppica in cambio delle comodità,
dei privilegi in cambio di tradimenti,
dove si va in alto a costo di far cadere
gli altri.

Dall’altra parte la via
Delle convinzioni ferme a costo
Di sacrifici,
del disprezzo per la nostra fermezza,
dell’oblio perché non si mente.
Questa è la strada del dovere.

E, costretti a scegliere, gli uomini
E le donne veri sempre
scelgono il dovere."
Marcos
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lunedì, 05 marzo 2007

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lunedì, 05 marzo 2007

...Poteva andare meglio...

follini

...Poteva andare peggio....

buttiglione

...Pensate ad una accordo con questo…

 

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