martedì, 30 gennaio 2007

Osanniamo personaggi televisivi

Che non sputano altro che

Parole vuote!

Veneriamo un calciatore

Per quella rete strepitosa!

Non sappiamo

Chi sia Pasolini…

 

L’unico commento possibile è quello di Moravia

 

Abbiamo perso prima di tutto un poeta, e di poeta, non ce sono tanti nel mondo.

Ne nascono tre o quattro soltanto, dentro un secolo.

Quando sarà finito questo secolo, Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta.

Il poeta dovrebbe essere sacro.

 pier_paolo

 

postato da: kabana alle ore 16:47 | Permalink | commenti (3)
categoria:poesia, riflessioni, cinema, ricordi, malinconia, pasolini, youtube, kabana delirio
domenica, 10 dicembre 2006

Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa,
tu devi realmente esistere, perché lui esista:
chi era coperto di croste è coperto di piaghe,
il bracciante diventa mendicante,
il napoletano calabrese, il calabrese africano,
l'analfabeta una bufala o un cane.
Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa,
sta per non conoscerti più, neanche coi sensi:
tu che vanti già tante glorie borghesi ed operaie,
ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli. 

Pasolini

postato da: kabana alle ore 14:38 | Permalink | commenti (5)
categoria:poesia, impegno sociale
sabato, 02 dicembre 2006
Se riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te
perdono il loro e te ne attribuiscono la colpa.
Se puoi confidare in te stesso quando tutti dubitano di te
pur tenendo conto del loro dubitare.
Se sai aspettare senza stancarti di farlo
o essere circondato da bugie senza darvi credito
o essere odiato senza dar spazio all'odio
e cio' senza sembrare troppo buono o troppo saggio.
Se puoi sognare - senza rendere i sogni tuoi padroni.
Se sai pensare - senza rendere i pensieri il tuo obiettivo
Se puoi incontrare il Trionfo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori alla stessa stregua.
Se puoi tollerare di udire la verità da te pronunciata
stravolta da disonesti che intessono trappole per gli ingenui
o vedere le cose per le quali hai dato la vita,
distrutte e fermarti a costruirle di nuovo con strumenti logori.
Se sai raccogliere tutte le tue vittorie
e rischiarle con un lancio a testa o croce
e perdere e ricominciare ancora dall'inizio
e mai sussurrare una parola della tua perdita.
Se puoi sforzare il tuo cuore, nervi e muscoli
per servire al tuo scopo ben al di là delle loro possibilità
e così andare avanti quando più nulla in te
tranne la Volontà dice loro "tieni duro!"
Se puoi parlare con le folle e mantenere il tuo valore
o camminare con i re senza perdere di semplicità.
Se né i nemici e neppure gli amici più cari possono ferirti.
Se tutti possono contare su di te ma nessuno eccessivamente.
Se puoi riempire un inesorabile minuto
con un viaggio lungo sessanta secondi
tua è la terra e quanto vi è in essa,
e - cosa ancor più importante - tu sarai un uomo figlio mio!
postato da: kabana alle ore 12:33 | Permalink | commenti (4)
categoria:poesia
mercoledì, 29 novembre 2006

Se per un istante Dio si dimenticherà che
sono una marionetta di stoffa e
mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non
direi tutto quello che penso,
ma in definitiva penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose, non per quello che valgono,
ma per quello che significano.

Dormirei poco, sognerei di più, andrei
quando gli altri si fermano,
starei sveglio quando gli altri dormono,
ascolterei quando gli altri parlano e
come gusterei un buon gelato al cioccolato!!

Se Dio mi regalasse un pezzo di vita,
vestirei semplicemente,
mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente
il mio corpo ma anche la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei
il mio odio sul ghiaccio e
aspetterei che si sciogliesse al sole.

Dipingerei con un sogno di Van Gogh
sopra le stelle un poema di Benedetti
e una canzone di Serrat sarebbe la serenata
che offrirei alla luna.

Irrigherei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine
e il carnoso bacio dei loro petali.

Dio mio, se io avessi un pezzo di vita
non lascerei passare un solo giorno
senza dire alla gente che amo,
che la amo.

Convincerei tutti gli uomini e le donne
che sono i miei favoriti e
vivrei innamorato dell'amore.
Agli uomini proverei
quanto sbagliano al pensare
che smettono di innamorarsi
quando invecchiano, senza sapere
che invecchiano quando smettono di innamorarsi.

A un bambino gli darei le ali,
ma lascerei che imparasse a volare da solo.

Agli anziani insegnerei
che la morte non arriva con la vecchiaia
ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!

Ho imparato che tutto il mondo ama vivere
sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità
sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che
quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito di suo padre,
lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo
ha il diritto di guardarne un altro
dall'alto al basso solamente
quando deve aiutarlo ad alzarsi.

Sono tante le cose
che ho potuto imparare da voi,
ma realmente,
non mi serviranno a molto,
perché quando mi metteranno
dentro quella valigia,
infelicemente starò morendo.

GABRIEL GARCIA MARQUEZ

 

 

 

 

postato da: kabana alle ore 08:26 | Permalink | commenti (6)
categoria:poesia, youtube
domenica, 19 novembre 2006

Tu arida ferita,

Che asciuga occhi stanchi di essere umidi,

Tu, deserto,

Che ingoia essenze appena fiorite,

Tu, fuoco

Che riaccende tizzoni assopiti.fuoco

postato da: kabana alle ore 20:43 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia, kabana delirio
sabato, 18 novembre 2006

Corro a perdifiato

per non muovermi,

 

Non dormo

per sognare,

 

Sogno

per non essere sognato,

 

Vivo

per non essere vissuto,

 

Respiro

per non essere inalato,

 

Amo

per non essere amato,

 

Critico

Per essere criticato.

 

postato da: kabana alle ore 17:38 | Permalink | commenti
categoria:poesia, riflessioni, kabana delirio
giovedì, 16 novembre 2006

voi non scrivete subito poesie d'amore eh, che sono le più difficili

aspettabenignite almeno almeno un'ottantina d'anni...

scrivetela sul mare, il vento o un termosifone, un tram in ritardo, ecco...

non esiste una cosa più poetica di un'altra,

avete capito? la poesia non è fuori è dentro

cosa è la poesia?, non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu!

e vestitele bene le poesie, cercate bene le parole, dovete sceglierle!

a volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola

sceglietele, chè la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere

da Adamo ed Eva, lo sapete Eva quanto c'ha messo per a scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa? Come mi sta quest'altra... ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre!

innamoratevi!

se non vi innamorate è tutto morto, morto tutto è, vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto

dilapidate la gioia, sperperate l'allegria, siate tristi e taciturni con esuberanza

fate soffiare in faccia alla gente la felicità

questo è quello che dovete fare

per trasmettere la felicità bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici

siate felici, dovete patire, stare male, soffrire

non abbiate paura di soffrire

tutto il mondo soffre

e se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria... tutto

avete capito?

e non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia, e se il verso non vi viene da questa posizione, da questa, da così... buttatevi in terra, mettetevi così! eccolo qua!

è da distesi che si vede il cielo

guarda che bellezza! perchè non mi ci sono messo prima...

questa è la bellezza, come quei versi là che voglio che rimangano scritti li per sempre...

forza cancellate tutto.

R. Benigni

postato da: kabana alle ore 14:59 | Permalink | commenti
categoria:poesia, benigni