lunedì, 30 luglio 2007

La città di Verona ed i suoi bloggers tutti sono lieti di annunziare che il premio Magna come Tosi per la prima multa comminata sulla base dell’"ordinanza antipanino" va al piccolo Ettore, 4 anni, multato per aver addentato un Kebab (noto panino comunista) sulle scale del municipio.

L’ordinanza afferma che, si riporta, (è vietato)

consumare cibo (in via esemplificativa panini, patatine, pizze, kebab, toast, ecc) all’ingresso e sulle eventuali scalinate di accesso dei principali monumenti, in particolare l’Anfiteatro Arena, il Palazzo della Gran Guardia, Palazzo Barbieri, Castelvecchio, Casa di Giulietta, Tomba di Giulietta, Arco dei Gavi, Palazzi Scaligeri, Domus Mercatorum, l’area antistante tutte le Chiese cittadine;

Bene. A tal pro vorremmo portare alla vostra attenzione il fatto sia vietato consumarlo, il cibo. Nulla è detto circa lo starsene seduti con aria più o meno sardonica tenendolo semplicemente in mano (ma occhio che non sgoccioli). Nel caso voleste provare, ci permettiamo di consigliarvi di portar con voi fotocopia dell’ordinanza ed amico con telecamera per attestare l’eventuale diverbio con un vigile che volesse multarvi e sbatterlo su YouTube e poi in caso anche davanti al giudice di pace.

Secondariamente: in punta di lessico il cibo è ciò che si mangia. L’acqua, la coca cola, la birra le si bevono. Chiaro, no? Peraltro, seppur per via di una vostra particolare abilità speciale che usate per impressionare le ragazze siate in grado di bere una pizza e mangiare una birra, sappiate che ciò comunque non muta la natura del termine: è come tagliare la carne con la forchetta e portarsi il boccone alla bocca col coltello. Non per questo la forchetta diviene coltello e viceversa. E se in una legge c’è scritto che è vietato possedere una forchetta, non possono multarmi se ho un coltello. Avrebbero dovuto scrivere posate.

 

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giovedì, 08 febbraio 2007

Pucca

Prendi me offro garanzie prive di calcoli
Ma tu dividimi in parti uguali
Che riserverò per te quella migliore, quella migliore
Ma tu colorami di verde giallo e blu
Arcobaleno io
Profumo in aria e tu

 

L’età Migliore

Moltheni

 

…l’altra sera le ho dedicato questa….

...Days that we share are like
treasures 
A treasure like fire is to mankind
My hands
will try to carry you to ever 
But since I've seen you,

you've brought heaven to my mind...

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lunedì, 05 febbraio 2007

Lo ammetto.

Sono stato plagiato da una persona, ma è divertente dai…

 

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domenica, 04 febbraio 2007

Primo singolo da “Dividing Opinions”, l’ultimo cd dei Giardini Di Mirò.

Per tutti quelli che abitano a Verona e dintorni:

Venerdì 9 febbraio, live all’Interzona.

...the saddest kiss tell you have loved me too soon.
the dearest bliss can't open up your mind...

 

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sabato, 03 febbraio 2007

“Concerto per pochi intimi”, così almeno si dice in questi casi.03-02-07_0108

Io mi ero fiondato al concerto senza troppe aspettative, era stato convinto più che altro dalla presenza nella band di Giorgio Canali (Csi, Pgr, per citare alcuni dei suoi progetti). Ero attirato da lui, un po’ per la voglia di insultarlo (da quel che so pure lui ha abbracciato l’evoluzione ideologica di Giovanni Lindo Ferretti), e un po’ (tanto) perché volevo vederlo all’opera con il basso, che non è proprio il suo strumento.

Dopo due canzoni ho avuto la conferma che, con Bugo, si parla di un pazzo, ed è per Bugoquello che ero attirato da questo cantautore novarese, memore di quanto avevo già visto in un’edizione del Tora Tora. A metà concerto ha fatto una pausa generale per concedere a tutti, lui compreso, una meritata pausa sigaretta. Unico commento: è un folle.

 A fine converto ho avuto la certezza, è folle ma è un grandissimo musicista.

Su questo non ho dubbi.

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mercoledì, 31 gennaio 2007

31-01-07_1519

Stavo camminando per la città.

Come al mio solito ero alla ricerca di facce buffe, su cui, tra una sigaretta e l’altra, costruire vite non vissute dal nulla.

Il destino ha voluto che incrociassi questo buffo individuo.

La mia rabbia è esplosa, avete presente le rocce del deserto di notte?

Avrei voluto correre dalla madre di quel ragazzo e urlare, come in Kappler degli Offlaga:

“A suo figlio serve il militare nella legione straniera!”

Avrei prenderlo per un braccio, e sempre citando gli Offlaga dirgli:

“Alternativo dei miei coglioni!!!”

Ma non ti vergogni?

Il muro è crollato da quasi vent’anni; le tue idee rivoluzionarie, imparate a  memoria da qualche libricino finto alternativo, sono solo indottrinamento ideologico di massa.

Non esistono gli eroi.

Non esistono persone disposte a spendersi per qualcuno che non sia se stesso.

Non vedrai mai un uomo giudicato in quanto tale. Giudicato per quello che realmente fa o dice.

Non vedrai mai un povero trovare il proprio riscatto nella società.

Non vedrai mai una persona fare quello che pensa realmente.

Non vedrai mai una persona sviluppare un pensiero democratico autonomamente.

Non vedrai mai un mondo diverso da questo, semplicemente perché nessuno lo vuole.

L’unica cosa che vedrai saranno te, tra dieci anni, sputare sulle ideologie che ora vai professando.

Sarai un avvocato, un direttore di banca. Un piccolo borghese con la sua bella villetta, una moglie devota che ti tradisce quando non sei a casa.

Non capisci che te sei l’ossimoro di te stesso?

Non ho detto nulla, capirà da solo quando sarà troppo tardi. Forse sarà talmente parte di questa società che nemmeno capirà cosa è diventato. Per quelli come lui, solo compassione da parte mia.

Ho deciso di fotografarlo. Tra dieci anni, andrò in cerca di lui.

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sabato, 25 novembre 2006

Spesso la insulto, la maledico, vorrei persino darle fuoco. Odio la maggior parte delle persone che ci vivono. Vorrei scappare da Verona e da ciò che rappresenta, ma è come una calamita. Nel profondo credo di amare questa città, la mia città. Forse è proprio perché la amo che la detesto così tanto.

 verona

"Non esiste mondo oltre le mura di

Verona; fuori c'è solo il purgatorio, il

tormento, l'inferno. Chi è bandito di

qui, è bandito dal mondo, e l'esilio

dal mondo è la morte. Il bando è la

morte chiamata con un altro nome.

E tu, chiamando esilio la morte, mi

tagli il capo con una scure d'oro e

sorridi al colpo mortale che mi

schianta"

William Shakespeare

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categoria:riflessioni, verona